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Discipline demoetnoantropologiche
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI NAPOLI "L'ORIENTALE"
Dati Generali
Periodo di attività
Syllabus
Obiettivi Formativi
RISULTATI DI APPRENDIMENTO ATTESI
Al termine dell'insegnamento, studentesse e studenti avranno acquisito:
conoscenze di base dell'antropologia culturale, dei suoi principali ambiti di indagine e dei concetti fondamentali della disciplina;
una conoscenza dei principali metodi della ricerca antropologica e della trasformazione, nel tempo, dei paradigmi teorici e degli strumenti metodologici;
una conoscenza della storia e dell'evoluzione delle principali scuole e prospettive antropologiche, con particolare riferimento alle etnografie dei contesti africani e asiatici.
CAPACITÀ DI APPLICARE CONOSCENZA E COMPRENSIONE
Studentesse e studenti saranno in grado di applicare i principi fondamentali dell'approccio antropologico per riflettere criticamente sulla propria cultura da una prospettiva relativistica. Svilupperanno inoltre capacità di ascolto, comprensione e rispetto delle differenze culturali e della pluralità delle esperienze sociali.
ULTERIORI RISULTATI DI APPRENDIMENTO ATTESI
Autonomia di giudizio. Studentesse e studenti saranno in grado di elaborare giudizi autonomi e consapevoli riguardo alla diversità culturale e alla pluralità delle appartenenze e delle esperienze sociali, con riferimento, tra gli altri, al genere, alla classe sociale, alla religione e ad altre dimensioni della vita collettiva. Saranno inoltre in grado di sviluppare una posizione critica rispetto a fenomeni quali il razzismo, il sessismo, le migrazioni e le diverse forme di marginalizzazione sociale.
Abilità comunicative. Studentesse e studenti acquisiranno competenze comunicative attraverso l'analisi e la discussione critica di alcuni concetti chiave dell'antropologia, tra cui identità, cultura, etnia, razza e genere.
Capacità di apprendimento. Studentesse e studenti acquisiranno gli strumenti concettuali e metodologici necessari per affrontare autonomamente lo studio di temi antropologici più avanzati. Saranno in grado di reperire, selezionare e analizzare criticamente fonti bibliografiche ed etnografiche, di mettere in relazione le conoscenze acquisite con altri ambiti disciplinari, di interpretare i fenomeni sociali e culturali contemporanei attraverso una prospettiva comparativa e di aggiornare autonomamente le proprie competenze nel corso del percorso universitario e professionale.
Prerequisiti
Nessun requisito particolare è richiesto. Si consiglia lo studio dell'esame con un mappamondo accanto al Manuale; e di rinforzare, laddove carenti, le conoscenze di base della storia e della geografia.
Metodi didattici
Si prevede una modalità didattica in presenza. Chi non potrà frequentare in presenza potrà sostenere l’esame da non frequentante.
L'insegnamento si terrà in italiano. La docente garantisce una buona comprensione di inglese e francese e una comprensione di base per lo spagnolo e il portoghese, per cui domande e riflessioni potranno essere riportate anche in altre lingue europee da parte dei partecipanti, per favorire il dialogo e la comprensione delle tematiche affrontate qualora fossero presenti studentesse e studenti Erasmus e/o internazionali.
Verifica Apprendimento
Il carattere introduttivo dell'insegnamento consente l'acquisizione degli strumenti concettuali fondamentali dell'antropologia culturale, nonché di conoscenze di base relative ai principali concetti, teorie e metodi dell'antropologia culturale. Al termine dell’insegnamento, le studentesse e gli studenti dovranno essere in grado di comprendere: 1) le nozioni fondamentali della disciplina (identità, etnia, rito di passaggio, etnocentrismo, relativismo culturale, ecc.); 2) avere capacità critica nella lettura di alcuni testi monografici fatti in classe. Studentesse e studenti apprenderanno a conoscere alcuni contesti etnografici specifici, in cui l'antropologia è stata applicata in Africa sub-sahariana e nel sud-est asiatico.
La verifica prevista è scritta e consiste in una prova volta ad accertare l'acquisizione e l'uso appropriato di un lessico di base dell'antropologia culturale, la conoscenza dei principali campi tematici della disciplina e delle principali opzioni teoriche; nonché le capacità critiche nell'applicare le conoscenze antropologiche all'analisi di casi specifici trattati in classe e approfonditi dalla docente.
Per la verifica dell'apprendimento verranno utilizzati i seguenti criteri: l'appropriatezza e la ricchezza dei contenuti appresi; la chiarezza espositiva e la capacità di utilizzare il lessico antropologico; le capacità critiche; la capacità di memorizzare, analizzare casi etnografici e fare connessioni e comparazioni.
Testi
Manuale obbligatorio per tutte le studentesse e gli studenti:
- U. Fabietti, (2023) Elementi di antropologia culturale, Terza o Quarta edizione (Mondadori, Milano).
A scelta, uno dei seguenti libri di una delle tre sessioni:
a) Etnografie dell'Africa:
- E. Evans-Pritchard, Stregoneria, oracoli e magia tra gli Azande (Cortina Editore)
- S. Taliani, Il bambino e il suo doppio. Malattia, stregoneria e antropologia dell'infanzia in Camerun (FrancoAngeli)
b) Etnografie dell'Asia:
- B. Malinowski, Argonauti del Pacifico occidentale - Tomo I (Bollati Borighieri)
- J. C. Scott, L’arte di non essere governati. Storia anarchica degli altipiani del Sud-est asiatico (Einaudi)
c) Sessione aperta e trasversale:
- E. De Martino, La terra del rimorso (Il Saggiatore)
Contenuti
“… there is no description of Africa that does not involve destructive and mendacious functions” (Achille Mbembe, On the Postcolony)
Disporre di conoscenze e competenze antropologiche è quanto mai fondamentale in un mondo sociale che si scopre “vulnerabile” in termini identitari – l’ascesa dei vari sovranismi e nazionalismi testimonia d’altra parte l’irrigidimento delle categorie del “Noi” e degli “Altri” che stridono con la costruzione di una società aperta e multiculturale – e profondamente violento nel riprodurre disuguaglianze e discriminazioni, rispetto alle quali i movimenti di resistenza (come Black Lives Matter o Non una di meno) si impegnano a ricordarci che le forme locali di razzismo e sessismo sono ancora oggi diffuse e capillari dentro le nostre stesse comunità. Il Corso intende offrire strumenti di analisi e di critica sociale per comprendere un mondo confuso perché sempre più complesso.
L’insegnamento comprende una parte introduttiva di carattere storico e una sessione tematica di approfondimento sui contesti africani e asiatici. Per quanto concerne la prima parte di introduzione storica, i contenuti offerti consentiranno agli studenti e alle studentesse di familiarizzarsi con la nascita dell’antropologia, conoscendone i suoi “miti ed eroi”, secondo la fortunata espressione che Ugo Fabietti utilizza per dipingere la figura del giovane Malinowski alle prese con l’osservazione partecipante in un piccolo arcipelago della Melanesia. Dopo un’analisi dei maggiori limiti introdotti dall’evoluzionismo nelle scienze sociali e dalla cosiddetta “antropologia da tavolino” o “da veranda”, si dedicherà un approfondimento ai lavori che hanno permesso l’emergere di questa nuova metodologia fondata sulla ricerca di campo. Secondo la celebre formula malinowskiana, il “campo” è quel terreno di ricerca in cui si cerca di cogliere la presa che la vita ha sui propri interlocutori. Riuscire in questo compito può dischiudere ad una comprensione più ampia di alcuni “fatti sociali totali” di una data società (in termini di economia, diritto, psicologia, religione, ecc.).
Le studentesse e gli studenti verranno accompagnati in questa prima parte del Corso a conoscere anche il dramma storico dell’antropologia di quei primi anni del ‘900, che hanno visto la sua nascita concomitante all’instaurarsi o al consolidarsi dei governi coloniali, a seguito di una espansione imperiale di annessione e sfruttamento di terre e popolazioni. È questa peculiare connivenza tra conoscenza e colonialismo che verrà analizzata per comprendere le nozioni di “etnocentrismo” e “relativismo culturale”, attraverso esempi che riguarderanno uomini e donne provenienti dall’Africa sub-sahariana portate in Europa o in America per essere esibiti nei cosiddetti “zoo umani” (Ota Benga, Sartjie Bartman).
Le sessioni tematiche saranno l’occasione per introdurre studentesse e studenti allo studio di questi mondi altri, con approfondimenti etnografici puntuali: a partire dalla nozione di persona in Africa sub-sahariana, dalla parentela e dalla circolazione dei bambini (in Africa occidentale), dalla salute e della malattia (toccando alcune ricerche svolte in Giappone sulla malattia di Minamata, una baia contaminata dal mercurio negli anni ‘50) si procederà via via a studiare le credenze e il mondo magico-religioso attraverso etnografie classiche e contemporanee.
CONTENUTI
1. Definizione e breve storia della disciplina (da Malinowski a Evans-Pritchard);
2. Il lessico della differenza: “razza”, cultura, etnia (il genocidio rwandese);
3. Tecniche del corpo e nozione di persona in Africa sub-sahariana;
4. Nozione di salute e malattia (il caso della "Minamata disease");
5. Il mondo magico e la stregoneria (dai lavori sui Maka del Camerun a quelli realizzati a Java)
APPROFONDIMENTI TEMATICI:
A) primitivismo e razzializzazione degli Altri;
B) l'ambiente e il binomio natura-cultura
Lingua Insegnamento
Italiano (le domande possono essere fatte in inglese, francese, spagnolo e portoghese).
Altre informazioni
simona.taliani@unior.it
Per il ricevimento, si prega di scrivermi e attendere conferma dell'appuntamento.