Robert Schumann tra letteratura, musica e infanzia. I “contorni” letterari e pedagogici della narrazione musicale dell’Ottocento
Articolo
Data di Pubblicazione:
2016
Abstract:
Lo scopo del saggio è quello di mettere in stretta correlazione – e in un rapporto di “pedagogica dipendenza” – la letteratura e la musica, introducendo un nuovo paradigma – sorta di metalinguaggio artistico – capace di “intercettare” l’infanzia, recuperarne le pieghe più nascoste e le cifre psicologiche più essenziali.
Il rapporto tra le due arti si basa, sul piano scientifico della ricerca, su un tragitto di consolidata esperienza che sta vedendo un soddisfacente avanzamento di carattere interdisciplinare; sul piano della divulgazione e della possibilità di approfondimento estetico, invece, punta sulla modalità di comunicazione affidata alla formula della lezione-concerto, evento a metà strada tra performance artistica e comunicazione didattica, capace quindi di convogliare, su un sottile asse di confine tra le arti, campi di sapere e potenziali fruitori che, tradizionalmente (e purtroppo), sono separati dagli invisibili steccati teorici ed esperienziali che dividono due tra le più elevate forme di espressione esistenti.
In termini contenutistici, la proposta parte da una contestualizzazione storico-artistico-letteraria ben precisa poiché prende, come soggetto fulcro del discorso, un compositore che, durante l’Ottocento romantico, ha posto al centro della sua formazione musicale e della conseguente produzione compositiva entrambi gli elementi che consentono di individuare una innovativa relazione triadica: da un lato l’esigenza di “narrare” attraverso l’arte dei suoni, operando così, mediante mirabili “trasposizioni d’arte” e un’efficacia senza precedenti, una sovrapposizione ed una interscambiabilità tra letteratura e musica tali da preludere al fecondo periodo del Poema sinfonico; dall’altro una incessante, costante necessità di “ritornare artisticamente” alla visione fanciulla delle cose, cogliendo riverberi, sentimenti, sensazioni ed emozioni della regione incantata del vivere. Schumann ripercorre esteticamente l’infanzia, e lo fa da narratore musicale capace di una visione riepilogativa che va dalla sottile descrizione psicologica fino alla intersezione completa di tutti i vettori che in queste note si inseguono, con la trasposizione in musica di sagome e narrazioni della grande letteratura per l’infanzia.
A tal proposito si prendono in considerazione (e in ascolto), del compositore tedesco, tre raccolte che attraversano un decennio e che, partendo dalla rappresentazione dell’infanzia in una dimensione di evanescente racconto, attraversano opere letterarie di elevatissima derivazione (E.T.A. Hoffmann), e giungono a “compimento” in una visione di condivisione artistica, pedagogica e letteraria interamente riferita all’infanzia di ogni tempo.
Le due composizioni pianistiche del 1838, Kinderszenen op. 15 e Kreisleriana op. 16, testimoniano, da un lato, la possibilità di cogliere l’essenza piena della psicologia fanciulla e del racconto meraviglioso del vissuto infantile; dall’altro la capacità, della musica, di ampliare lo spettro narrativo della letteratura, potenziandone i “climi emotivi” e trasponendo in suono l’essenza contenutistica di personaggi, vicende e accadimenti interiori.
Il tutto si “compie”, e completa, nel 1848, quando con l’Album per la gioventù Schumann riesce a sintetizzare, in una raccolta di impianto didattico, una inscindibile relazione pedagogica, artistica, letteraria ed estetica capace di cogliere il “senso” primo dell’infanzia, nella semplicità bambina di suoni e sussulti, fino a giungere alla rappresentazione musicale della letteratura prossima alla fanciullezza grazie a piccoli brani – come Sheherazade e Mignon – che si rivelano nuovi modelli nell’individuazione di un paradigma in grado di
Il rapporto tra le due arti si basa, sul piano scientifico della ricerca, su un tragitto di consolidata esperienza che sta vedendo un soddisfacente avanzamento di carattere interdisciplinare; sul piano della divulgazione e della possibilità di approfondimento estetico, invece, punta sulla modalità di comunicazione affidata alla formula della lezione-concerto, evento a metà strada tra performance artistica e comunicazione didattica, capace quindi di convogliare, su un sottile asse di confine tra le arti, campi di sapere e potenziali fruitori che, tradizionalmente (e purtroppo), sono separati dagli invisibili steccati teorici ed esperienziali che dividono due tra le più elevate forme di espressione esistenti.
In termini contenutistici, la proposta parte da una contestualizzazione storico-artistico-letteraria ben precisa poiché prende, come soggetto fulcro del discorso, un compositore che, durante l’Ottocento romantico, ha posto al centro della sua formazione musicale e della conseguente produzione compositiva entrambi gli elementi che consentono di individuare una innovativa relazione triadica: da un lato l’esigenza di “narrare” attraverso l’arte dei suoni, operando così, mediante mirabili “trasposizioni d’arte” e un’efficacia senza precedenti, una sovrapposizione ed una interscambiabilità tra letteratura e musica tali da preludere al fecondo periodo del Poema sinfonico; dall’altro una incessante, costante necessità di “ritornare artisticamente” alla visione fanciulla delle cose, cogliendo riverberi, sentimenti, sensazioni ed emozioni della regione incantata del vivere. Schumann ripercorre esteticamente l’infanzia, e lo fa da narratore musicale capace di una visione riepilogativa che va dalla sottile descrizione psicologica fino alla intersezione completa di tutti i vettori che in queste note si inseguono, con la trasposizione in musica di sagome e narrazioni della grande letteratura per l’infanzia.
A tal proposito si prendono in considerazione (e in ascolto), del compositore tedesco, tre raccolte che attraversano un decennio e che, partendo dalla rappresentazione dell’infanzia in una dimensione di evanescente racconto, attraversano opere letterarie di elevatissima derivazione (E.T.A. Hoffmann), e giungono a “compimento” in una visione di condivisione artistica, pedagogica e letteraria interamente riferita all’infanzia di ogni tempo.
Le due composizioni pianistiche del 1838, Kinderszenen op. 15 e Kreisleriana op. 16, testimoniano, da un lato, la possibilità di cogliere l’essenza piena della psicologia fanciulla e del racconto meraviglioso del vissuto infantile; dall’altro la capacità, della musica, di ampliare lo spettro narrativo della letteratura, potenziandone i “climi emotivi” e trasponendo in suono l’essenza contenutistica di personaggi, vicende e accadimenti interiori.
Il tutto si “compie”, e completa, nel 1848, quando con l’Album per la gioventù Schumann riesce a sintetizzare, in una raccolta di impianto didattico, una inscindibile relazione pedagogica, artistica, letteraria ed estetica capace di cogliere il “senso” primo dell’infanzia, nella semplicità bambina di suoni e sussulti, fino a giungere alla rappresentazione musicale della letteratura prossima alla fanciullezza grazie a piccoli brani – come Sheherazade e Mignon – che si rivelano nuovi modelli nell’individuazione di un paradigma in grado di
Tipologia CRIS:
1.1 Articolo in rivista
Keywords:
Letteratura; Musica; Infanzia; Schumann; Trasposizione
Elenco autori:
Acone, Leonardo
Link alla scheda completa:
Pubblicato in: