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Fiabe di corpi narranti. La poetica pedagogica della differenza

Articolo
Data di Pubblicazione:
2022
Abstract:
Il filtro fiabesco, sovente, funge da ‘grandandolo pedagogico’ e consente di amplificare la valenza formativa e lo spettro di inquadramento di cose e persone. Quando Hans Christian Andersen, nel cuore dell’Ottocento, tesseva la trama delle sue struggenti narrazioni, lo faceva partendo da un dato ineludibile ed ‘avvertibile’: il corpo dei piccoli protagonisti. Che si trattasse di umani, oggetti, animali, il dispositivo fiabico narrante consisteva nello scarto dalla cosiddetta normalità; una eccentricità corporea che si rivelava deposito di sofferenza, fucina di speranza, orizzonte d’attesa e baluardo di resilienza.
All’inizio del secolo successivo, Guido Gozzano riproponeva questa ‘poetica corporea del racconto’, sublimandola nelle tinte eteree e sfuggenti dell’incanto: Piumadoro e Piombofino, Nevina e Fiordaprile sono, a tal proposito, due fiabe emblematiche che raccontano di opposti irrisolvibili, di disilluse prospettive e di sfide coraggiose che solo l’infanzia di ogni tempo può affrontare e sostenere.
Tipologia CRIS:
1.1 Articolo in rivista
Keywords:
Corpo; Fiaba; Andersen; Gozzano; Infanzia
Elenco autori:
Acone, Leonardo
Autori di Ateneo:
ACONE LEONARDO
Link alla scheda completa:
https://unora.unior.it/handle/11574/225041
Pubblicato in:
METIS
Journal
  • Dati Generali

Dati Generali

URL

http://www.metisjournal.it/index.php/metis/article/view/532
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