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«Non sapevo che bisognasse tenerlo nascosto». Associazionismo e nuove forme di cittadinanza nella gestione dell’AIDS a Mekelle

Articolo
Data di Pubblicazione:
2012
Abstract:
I percorsi biografici e le pratiche quotidiane dei malati di AIDS resistono a ogni tentativo di ridurre la
malattia a evento biologico. L’indagine etnografica condotta in Tigray (Etiopia) ha evidenziato infatti come i vissuti e le esperienze di malattia interagiscano con i significati simbolici che vi si addensano intorno e con l’apparato sanitario (locale e transnazionale, governativo e nongovernativo) preposto alla prevenzione e alla gestione dell’epidemia.
In primo luogo, sarà esplorato il legame tra la pluralità delle concezioni dell’AIDS, le sue ricadute sociali e i
tentativi dei pazienti di gestire e trovare una soluzione olistica al male. In secondo luogo, sarà esaminato l’apparato sanitario, come detentore di un potere che plasma categorie sociali, determina l’accesso a specifici diritti, modella pratiche corporee e al tempo stesso costituisce un campo per nuovi sensi di appartenenza e (bio)socialità. Un campo all’interno del quale le associazione dei malati sperimentano nuove soggettività e innovative pratiche di educazione alla cittadinanza.
Tipologia CRIS:
1.1 Articolo in rivista
Elenco autori:
Massa, Aurora
Link alla scheda completa:
https://unora.unior.it/handle/11574/198514
Link al Full Text:
https://unora.unior.it//retrieve/handle/11574/198514/89260/2012%20%ABNon%20sapevo%20che%20bisognasse%20tenerlo%20nascosto%BB.%20Associazionismo%20e%20nuove%20forme%20di%20cittadinanza%20nella%20gestione%20dell'AIDS%20a%20Mekelledef.pdf
Pubblicato in:
ARCHIVIO ANTROPOLOGICO MEDITERRANEO
Journal
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