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Wael Kadour e l’inconfessabile verità che solo lo specchio teatrale può rivelare

Articolo
Data di Pubblicazione:
2020
Abstract:
L’intertestualità è un elemento fondamentale dell’opera teatrale La confessione (2013, ultima versione 2018) di Wael Kadour. Scegliendo La morte e la fanciulla di Ariel Dorfmann (1992) come pièce nella pièce recitata dai
personaggi attori, Kadour ne trae ispirazione anche per la trama della sua opera, alla quale aggiunge dettagli e ambientazione derivati, invece, dal diario di prigionia di Mustafa Khalifa (La conchiglia, 2007).
Se studiata nell’ottica dell’intertestualità, e cioè in rapporto alle opere che l’hanno ispirata, La confessione rivela i suoi temi principali - il rapporto vittima/carnefice e la confessione - in tutta la loro complessità. L’intertestualità, con i suoi rimandi a un testo esistente e al metateatro, riflette sul gioco delle parti e agisce come specchio
rivelatore di una confessione che, per essere reale, non può essere estorta.
Tipologia CRIS:
1.1 Articolo in rivista
Keywords:
Wael Kadour, al-I‘tirāf, victim/perpetrator, intertextuality, Ariel Dorfman, Mustafa Khalifa, Syrian theatre.
Elenco autori:
Potenza, Daniela
Link alla scheda completa:
https://unora.unior.it/handle/11574/193746
Pubblicato in:
ILLUMINAZIONI
Journal
  • Dati Generali

Dati Generali

URL

http://www.rivistailluminazioni.it/wp-content/uploads/2020/06/Daniela-Potenza_WAEL-KADOUR-E-L-INCONFESSABILE-VERITA-CHE-SOLO-LO-SPECCHIO-TEATRALE-PUO-RIVELARE.pdf
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