Publication Date:
2019
abstract:
Il presente articolo ha come argomento l’esperienza della noia in Cioran. Per il filosofo transilvano, ciò che inizia dopo Dio non è altro che l’esperienza capitale della noia. La noia, per Cioran, non è nulla di meno che sentirsi soggetto, una sorta di sentire ontologico che si situa tra lo psicologico e il fisiologico, in cui il soggetto si soggettiva in un’assoluta desoggettivazione, un sentimento che nel tempo rappresenta un’autoaffezione in cui si è consegnati a una passività inassumibile, un atto paradossale, dove la soggettività diventa il luogo di una costante sperimentazione verbale, dove la realtà cui si accede è puramente linguistica e dove si esercita il fondamento soggettivo nella parola. Si tratta, come scrive Cioran, di un attraversamento del «vuoto come qualcosa di positivo», «una pienezza tramite l’assenza», non più «causa di vertigine», ma «forma della vertigine».
Iris type:
2.1 Contributo in volume (Capitolo o Saggio)
Keywords:
Cioran, Heidegger, Kierkegaard, psicanalisi, filosofia romena, storia della cultura romena, letteratura romena
List of contributors:
Rotiroti, Giovanni Raimondo
Book title:
DIO E IL NULLA La religiosità atea di Emil Cioran