Data di Pubblicazione:
2003
Abstract:
In base a quali logiche l'Iraq ha sviluppato le sue armi di distruzione di massa (Adm)? È dagli anni Ottanta che il regime di Baghdad ha considerato gli armamenti non convenzionali come strumenti indispensabili per la sopravvivenza del regime e del suo stesso leader. Questo tra l’altro aiuta a spiegare perché, nello stesso periodo, fino al 40% degli introiti derivanti dalla vendita del petrolio siano stati destinati al bilancio militare 1.
Dopo la fine della guerra fredda, la predominanza sulla scena mondiale di una superpotenza alleata di Israele (nemico per antonomasia dell’Iraq nella regione), ha spinto l’élite militare irachena a considerare il possesso di un arsenale non convenzionale come necessario per garantirsi un migliore controllo del Golfo, cominciando con l’occupazione del piccolo ma importante vicino Stato kuwaitiano.
Dopo la fine della guerra fredda, la predominanza sulla scena mondiale di una superpotenza alleata di Israele (nemico per antonomasia dell’Iraq nella regione), ha spinto l’élite militare irachena a considerare il possesso di un arsenale non convenzionale come necessario per garantirsi un migliore controllo del Golfo, cominciando con l’occupazione del piccolo ma importante vicino Stato kuwaitiano.
Tipologia CRIS:
1.1 Articolo in rivista
Keywords:
armi di distruzione di massa; Iraq; Saddam Hussein; deterrenza
Elenco autori:
Hanau, Ruth
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