Publication Date:
2015
abstract:
Nel corso del Novecento, nell'ambito degli studi teorici sulla performance, si è lungamente discusso intorno ai rapporti tra la spettacolarità teatrale e le peculiarità della performance art. Nelle varie correnti di pensiero americane ed europee si è sviluppato un dibattito orientato a definire le possibilità di sovrapposizione o a rimarcare l’inevitabile opposizione fra questi due campi espressivi. In questo percorso di possibili interferenze tra linguaggio teatrale e dimensione performativa una figura nella quale è possibile rintracciare queste due anime, e che ha saputo attraversare con intensa creatività entrambi i territori, è sicuramente quella dell’artista balcanica Marina Abramović. La performance art diventa il modo e il mezzo che l’artista/performer serba adotta per realizzare momenti di esperienza “reale” da condividere con le persone che partecipano alle sue azioni artistiche nelle quali, ricorrendo all'uso di oggetti, materie, elementi sonori e visivi, mette in gioco se stessa, sottoponendo a dur
Iris type:
2.1 Contributo in volume (Capitolo o Saggio)
Keywords:
Marina Abramović, performance art, teatro, corpo, performativo, limine, contaminazione
List of contributors:
Sommaiolo, Paolo
Book title:
Reti performative. Letteratura, arte, teatro, nuovi media