Data di Pubblicazione:
2021
Abstract:
“Nonostante la percezione diffusa che il crime drama sia un genere intrinsecamente ‘maschile’, le donne vi hanno giocato un ruolo fondamentale fin dall’inizio, non soltanto nella veste di vittime indifese o femme fatale doppiogiochiste, ma anche in qualità di personaggi sempre più risolutivi nell’ambito delle indagini, nonché come percentuale del pubblico televisivo in costante aumento dagli anni Cinquanta a oggi”. Inoltre, “la rappresentazione della donna nel crime drama ne [ha] testimoniato il mutamento del ruolo sociale nel corso degli anni, alimentando il dibattito sia sulla stampa di massa che nel campo dei feminist media studies” (Turnbull 2014, 247; Klein 1995; Dresner 2007; Gates 2011; Buonanno 2012).
Per quanto l’indagine di Turnbull sulla presenza della donna nella serialità televisiva di genere crime coniughi virtuosamente le due prospettive “behind the camera” e “on-screen”, e analizzi nel dettaglio la presenza femminile in ruoli produttivi e creativi, tale analisi resta circoscritta all’area anglofona (in particolare US e UK) con una breve incursione in territoio nordico, per esaminare i celeberrimi ruoli di Sara Lund e Saga Norén. Per l’Italia, anche nelle sue relazioni con altre esperienze produttive e narrative che si sviluppano a livello europeo, una indagine di questo tipo sembra ancora mancare del tutto.
L’obiettivo del nostro articolo è di offrire un contributo in questa direzione, analizzando tre serie televisive con protagoniste femminili riconducibili a tre diversi player del contesto nazionale: Bella da morire (2020), coprodotto da Rai Fiction, Petra (2020-), coprodotto da Sky, e Il processo (2019), coprodotto da Mediaset. L’analisi, che si colloca nel quadro della critica culturale femminista del genere crime nella cultura popolare, integrato da interviste alle figure creative e manageriali coinvolte nella realizzazione dei casi in esame, intende riflettere sui rapporti tra personaggi femminili in ruoli di detection e professioniste dell’audiovisivo, al fine di discutere la più ampia rinegoziazione sia delle norme del genere che delle identità di genere all'interno del contesto sociale (Hoffman 2016).
Tipologia CRIS:
1.1 Articolo in rivista
Keywords:
Italian Television; TV crime dramas; Gender studies
Elenco autori:
Re, V.; D'Amelio, E.
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