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  1. Corsi

Le potenzialità emancipatorie del glamour: l'esempio della lingerie

Tesi di Dottorato
Data di Pubblicazione:
2025
Abstract:
Il presente studio propone un’indagine sui significati intorno a una lingerie destinata al pubblico femminile per valutarne le potenzialità politiche. Proprio per la sua particolarità, che consiste nell’essere a stretto contatto con il corpo, questa tipologia di capo solleva questioni rilevanti intorno agli ideali di corpo, di femminilità e di intimità.
Numerosi studi sulla biancheria intima hanno proposto un taglio storico (Kunzle 2004, Steele 2001, Summers 2001), o ne hanno ripercorso gli sviluppi dalle sue origini fino ai tempi più recenti (Fields 2007). Questa ricerca invece intende focalizzarsi sulla produzione di biancheria intima negli ultimi dieci anni: quest’arco temporale non è casuale, perché coincide con lo sviluppo di un discorso critico verso la moda che predilige modelli di femminilità stereotipati. Più ad ampio raggio il mondo della
moda è stato investito da discussioni intorno alla necessità di rivalutare il suo ruolo nell’ambito dell’impegno sociale.
Questi dibattiti si sono dimostrati di cruciale rilevanza, e hanno spinto i brand di moda a dichiarare un impegno concreto verso questioni legate all’inclusività, emancipazione femminile e sostenibilità.
Le strategie adottate assumono configurazioni eterogenee, ma in alcuni casi rischiano di ridursi a operazioni superficiali o strumentali, che si indicano con termini quali pink-washing o green-washing.
Gli studi storici di costume rappresentano certamente delle fonti preziose a cui attingere, tuttavia questi ultimi hanno spesso isolato l’abito dal corpo che lo indossa e trascurato i significati che questo rapporto genera, al fine di descriverlo minuziosamente nella sua materialità. Successivamente, con l’influenza degli studi culturali, i fashion studies sono stati fortemente influenzati dalle scienze umane e sono passati a privilegiare un’analisi semiotica. L’eccessiva propensione verso una sola delle due
dimensioni – cioè del materiale a dispetto del simbolico, o viceversa – ha spesso portato a risultati insoddisfacenti, perché si è perso di vista il fatto che, se è vero che l’abito viene significato in un contesto culturale specifico, d’altra parte sono anche i materiali a giocare un ruolo nella definizione del suo ruolo sociale. Questa ricerca si inserisce nel filone del new materialism e si propone di superare la dicotomia tra i due approcci. Si sostiene che il materiale influenzi il simbolico e viceversa e, in tale prospettiva, le due dimensioni sono considerate interdipendenti (Miller 2005; Woodward, Fisher 2014).
Il termine glamour, su cui è incentrato il secondo capitolo, richiama immaginari trasgressivi e una sessualità esplicita. Le figure più emblematiche dell’universo glamour sono in maggioranza personaggi femminili e la diva hollywoodiana ne rappresenta l’espressione più eloquente. È stata proprio la diffusione di un modello di femminilità celebrato per il possesso di fascino, di un corpo desiderabile e di fama a suscitare le resistenze del movimento femminista, specie del femminismo radicale della cosiddetta seconda ondata. Simili posizioni culminarono in alcune proteste emblematiche, tra cui quella del 1969 ad Atlantic City contro il concorso di Miss America.
Si può constatare come in pochissimo tempo il discorso femminista evolva, passando da una posizione di critica intransigente e militante nei confronti dei modelli canonici della bellezza femminile e del consumo, all’elaborazione di una critica più articolata e dialettica, che si è aperta alla possibilità di attuare forme di agency. Così, le sex wars hanno assunto una certa importanza nei dibattiti femministi sulla sessualità, portando alla luce le divisioni interne al movimento. È chiaro poi che alcuni capi di abbigliamen
Tipologia CRIS:
5.13 Tesi di dottorato
Keywords:
glamour, femminismo, lingerie, biancheria intima, fashion studies
Elenco autori:
Adamo, Fabiola
Link alla scheda completa:
https://unora.unior.it/handle/11574/245840
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