Publication Date:
2013
abstract:
Partendo dal concetto di theatrical mobility esplorato da Greenblatt (2010) in relazione all’incessante processo di riappropriazione e trasformazione delle fonti che caratterizza la quasi totalità del teatro shakespeariano, l’analisi si concentra sul teatro di Tim Crouch dedicato alla riscrittura del ‘Bardo’ e illustra le forme mutevoli e improvvise che il discorso tragico shakespeariano assume se i drammi sono ri-narrati sul palcoscenico dal punto di vista ‘periferico’ di un solo personaggio marginale, eccentrico o mostruoso che mira a coinvolgere nel racconto un pubblico ‘minore’ di bambini e adolescenti. Si tratta di una riscrittura con ovvie finalità educative e narrative, ma che presenta anche spiccati elementi di interazione con i giovani spettatori in termini etici, immaginativi e affettivi. I primi tre monologhi (I, Caliban, I, Banquo, I, Peaseblossom) sono stati pubblicati di recente insieme al quarto in un unico volume I, Shakespeare (2011). Il quinto monologo I, Cinna, the Poet − che ha visto Crouch nelle vesti di regista e non di performer – è stato invece presentato al World Shakespeare Festival (giugno 2012).
Iris type:
4.1 Contributo in Atti di convegno
Keywords:
Tim Crouch; 'mobilità'; riscritture; Shakespeare studies
List of contributors:
Laudando, Carmela Maria
Book title:
William Shakespeare e il senso del tragico