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“Il mio inconscio è ancora pieno di incubi”. Spettri angosciosi del totalitarismo romeno e dell’antisemitismo europeo nel teatro mentale di Eugène Ionesco

Articolo
Data di Pubblicazione:
2015
Abstract:
L’articolo si propone di descrivere il nesso che intercorre tra letteratura, psicanalisi e storia nell’opera francese e romena di Eugène Ionesco, rivelando i meccanismi e i feticci dell’ideologia che influenzano la scrittura del passato storico e del presente attuale del drammaturgo. Il 1943 è l’anno che ha segnato una rivoluzione inedita nello stile compositivo dell’autore e che lo ha portato a scrivere per il teatro e “contro il teatro”. Scrivendo prima in romeno una pièce molto corta e violenta Englezeşte fără profesor e traducendo poi la stessa in francese - forse a partire dal 1948 -, Ionesco darà vita così a La Cantatrice chauve e, in seguito, a La Leçon. Interrogarsi intorno al “segreto” compositivo di Ionesco, scavare negli aspetti più nascosti del lavoro della scrittura attraverso cui il teatro traduce la parola assurda, insensata dell’altro, significa far emergere precise circostanze biografiche e storiche di un certo rilievo riguardo all’autore, che faranno da sfondo nella sua opera agli incubi e agli spettri angosciosi del totalitarismo romeno e dell’antisemitismo europeo del XX secolo.
Tipologia CRIS:
1.1 Articolo in rivista
Keywords:
Memoria, oblio, storia, letteratura romena
Elenco autori:
Rotiroti, Giovanni Raimondo
Autori di Ateneo:
ROTIROTI Giovanni Raimondo
Link alla scheda completa:
https://unora.unior.it/handle/11574/171477
Pubblicato in:
ANNALI DELL'ISTITUTO UNIVERSITARIO ORIENTALE DI NAPOLI. SEZIONE ROMANZA
Journal
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