‘Il fiore delle Mille e una notte’: dalle fiabe alla sceneggiatura, dalla sceneggiatura al film
Conference Paper
Publication Date:
2018
abstract:
‘Il fiore delle Mille e una notte’ di Pasolini fornisce notevoli spunti di riflessione sulla questione dell’interscambio tra letteratura e cinema. Poiché
esso è il frutto di un processo creativo tormentato, l’ermeneutica dell’opera risulta impreziosita da un tipo di analisi che tenga conto dei metodi della
filologia d’autore. Il ricorso all’avantesto del film, a partire dall’individuazione di alcune significative differenze tra la fisionomia originaria della
sceneggiatura (già distante a sua volta dalle fiabe delle ‘Mille e una notte’) e la struttura a scatole cinesi della pellicola, permette di cogliere la
portata dell’operazione culturale proposta da Pasolini e di rivalutare un’opera giudicata, troppo spesso, di bassa statura ideologica. A tal
proposito, prendendo in considerazione le riflessioni del cineasta sullo specifico filmico e sulla natura onirica del cinema, si può constatare che il
ruolo del sogno ne ‘Il fiore delle Mille e una notte’ non è ascrivibile soltanto a una volontà di fuga dalla realtà, ma diventa l’arma con cui Pasolini
affonda la critica alle contingenze storiche. Se da un lato la leggerezza del sogno esprime il mondo cui aspira la mente del demiurgo Pasolini,
d’altra parte è altrettanto vero che esso è ancora impregnato di quell’accezione terrificante che deriva dalla potenza visionaria di Medea. Pertanto,
oltre a una contestualizzazione de ‘Il fiore delle Mille e una notte’ nel progetto più ampio della ‘Trilogia della vita’, è necessaria un’interpretazione
che mira a leggere questo film in continuità con le istanze che Pasolini aveva lasciato aperte in film come ‘Medea’ e ‘Appunti per un’Orestiade
africana’, piuttosto che guardare alla successiva ‘Abiura dalla Trilogia della vita’.
esso è il frutto di un processo creativo tormentato, l’ermeneutica dell’opera risulta impreziosita da un tipo di analisi che tenga conto dei metodi della
filologia d’autore. Il ricorso all’avantesto del film, a partire dall’individuazione di alcune significative differenze tra la fisionomia originaria della
sceneggiatura (già distante a sua volta dalle fiabe delle ‘Mille e una notte’) e la struttura a scatole cinesi della pellicola, permette di cogliere la
portata dell’operazione culturale proposta da Pasolini e di rivalutare un’opera giudicata, troppo spesso, di bassa statura ideologica. A tal
proposito, prendendo in considerazione le riflessioni del cineasta sullo specifico filmico e sulla natura onirica del cinema, si può constatare che il
ruolo del sogno ne ‘Il fiore delle Mille e una notte’ non è ascrivibile soltanto a una volontà di fuga dalla realtà, ma diventa l’arma con cui Pasolini
affonda la critica alle contingenze storiche. Se da un lato la leggerezza del sogno esprime il mondo cui aspira la mente del demiurgo Pasolini,
d’altra parte è altrettanto vero che esso è ancora impregnato di quell’accezione terrificante che deriva dalla potenza visionaria di Medea. Pertanto,
oltre a una contestualizzazione de ‘Il fiore delle Mille e una notte’ nel progetto più ampio della ‘Trilogia della vita’, è necessaria un’interpretazione
che mira a leggere questo film in continuità con le istanze che Pasolini aveva lasciato aperte in film come ‘Medea’ e ‘Appunti per un’Orestiade
africana’, piuttosto che guardare alla successiva ‘Abiura dalla Trilogia della vita’.
Iris type:
4.1 Contributo in Atti di convegno
Keywords:
Pasolini - Trilogia della vita - Africa - Oriente - cinema
List of contributors:
Borrelli, Marco
Book title:
La letteratura italiana e le arti