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Guardando al 'Celeste Impero'... L'avventura della VOC in Asia Orientale

Book
Publication Date:
2012
abstract:
La monografia affronta lo studio della
prima grande ‘Società per Azioni’, sorta in Europa: una struttura
centralizzata, forte, egemonica, espressione delle nascenti Province
Unite. Dalla sede strategica di Batavia, la cosiddetta ‘Regina
d’Oriente’, la VOC controllava e dirigeva il suo impero commerciale
in Asia, muoveva flotte ed uomini, costruiva roccaforti, stabiliva
nuove sedi: un network internazionale che, dalle coste della Cina e del
Giappone, e con centro nel Sud Est Asiatico, giungeva ai litorali
dell’India, al Golfo Persico, alle sponde dell’Africa. Migliaia e
migliaia di dipendenti assunti in tutta Europa formavano schiere di
marinai, lavoratori, impiegati, ufficiali della VOC, organizzati in una
complessa e raffinata gerarchia di compiti e funzioni, e guidati dai
XVII Signori: la Carta approvata il 20 marzo 1602, rappresentava
un’eccezionale delega di poteri e consentiva alla Compagnia Riunita
di esercitare monopoli, costituire tribunali, combattere guerre,
stabilire strategie di conquista. Ed in questo, l’avventura della VOC
fu davvero straordinaria.
Il ‘Celeste Impero’, fu la meta più ambita della Compagnia
Riunita e la più irraggiungibile: per le Province Unite lanciate alla
conquista di nuovi mondi e soprattutto di nuovi mercati, le ‘Indie
Orientali’, e più precisamente l’impero cinese, erano un obiettivo
prioritario. La Cina, alla metà del secolo XVII, viveva il devastante
passaggio dinastico dai Ming ai Qing. La VOC fu diretta partecipe di
questi avvenimenti, ed inseguì per quasi tutto il Seicento, la vana
speranza di stabilire rapporti paritari con l’impero cinese, o almeno di
riuscire ad ottenere commerci privilegiati in Cina. Un mercantilismo
cinese posto alla guida dei potenti Zheng si rivelò tuttavia indomito
antagonista della VOC, costretta, nel perdente confronto, a tenere il
passo sia economicamente sia militarmente. Anche l’attestazione in
Giappone non dava alla Compagnia Riunita i risultati sperati. Il
Settecento vide poi, nell’internazionale sede di Canton, un amaro
epilogo per la VOC, in fase calante a fronte di una potente EIC e
rassegnata, ormai, a condividere con molti la tanto agognata
postazione in territorio cinese.
Iris type:
3.1 Monografia o trattato scientifico
Keywords:
VOC, Compagnia Olandese delle Indie Orientali, Cina marittima, Giappone, sakoku, commerci internazionali dell'Asia Orientale nel 17-18 secoli, Taiwan, Batavia, Hirado, Deshima, Nagasaki
List of contributors:
Carioti, Patrizia
Authors of the University:
CARIOTI Patrizia
Handle:
https://unora.unior.it/handle/11574/30510
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