Publication Date:
2020
abstract:
Il capitolo evidenzia l’evoluzione che il tema della responsabilità sociale ha registrato in Cina negli ultimi anni. Superata l’ostilità iniziale verso standard di comportamento considerati estranei alla cultura imprenditoriale locale e strumentali al tentativo dei paesi occidentali di contenere l’espansione manifatturiera e esportatrice del paese, governo e imprenditori si sono impegnati per veicolare il valore etico e economico della RSI. Oggi la Cina vanta un apparato normativo tra i più rigidi in materia di danno ambientale e nei progetti ambiziosi correlati al “Chinese dream” ha inserito corposi obiettivi di tutela del lavoro. Da sottolineare a questo proposito che per le imprese statali cinesi (impegnate nei processi di delocalizzazione nei paesi che si trovano sulle dorsali della Belt & Road Initiative) l’adesione e la rendicontazione della responsabilità sociale di impresa perdono il carattere volontario e diventano da subito un obbligo di legge. Ciò nonostante, nei settori labour intensive come il tessile-abbigliamento, frammentati in una miriade di piccole imprese, la compliance agli standard (obbligatori o volontari) stenta ad affermarsi. La risposta del governo alla tiepida adesione da parte degli imprenditori sta nella tecnologia. I piani di riqualificazione industriale imperniati su digitalizzazione, IoT, radio frequency identification ecc. sono considerati la chiave per superare il gap tra l’impegno normativo e la scarsa adesione sostanziale.
Iris type:
2.1 Contributo in volume (Capitolo o Saggio)
Keywords:
Cina, Industria Tessile Abbigliamento, responsabilità sociale
List of contributors:
Siddivo', M.
Book title:
Responsabilmente alla moda. Filiere sostenibili del tessile-abbigliamento tra Italia, Cina e Vietnam