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Marche linguistiche come indicatori del decadimento cognitivo

Articolo
Data di Pubblicazione:
2015
Abstract:
Nello spettro eterogeneo di sintomi correlati alle fasi iniziali del deterioramento cognitivo associato a patologie neurodegenerative a carattere progressivo si evidenzia spesso un declino subliminale delle facoltà linguistiche (Caramelli, 1998; Taler & Phillips, 2008). Di solito tali deficit non hanno ripercussioni evidenti sulla correttezza formale delle produzioni, e non intaccano le capacità linguistico-comunicative di base come la comprensione in un contesto ecologico, la partecipazione a conversazioni di routine, le funzioni strumentali di lettura e scrittura.
Tali cambiamenti, presenti già diversi anni prima della fase clinica della
malattia, ma difficilmente identificabili mediante i test neuropsicologici tradizionali, rappresentano una delle manifestazioni prodromiche del processo patologico in corso e possono, in quanto tali, essere utilizzati come indici per lo screening e la diagnosi precoce.
Nella letteratura specifica degli ultimi anni si segnalano diversi lavori che si occupano dell’identificazione automatica dei vari stadi e tipi di demenze a partire dall’analisi statistica della produzione linguistica spontanea dei pazienti (Chapman et al., 2002; Jarrold et al., 2010; Lehr, 2012; Roark et al., 2011; Satt et al., 2013). Tali prospettive di analisi computazionale si sono dimostrate in grado di rilevare pattern latenti e regolarità nel linguaggio di queste popolazioni di pazienti, potenzialmente utili all’identificazione precoce, classificazione e descrizione del decadimento cognitivo (Elvevåg & Garrard, 2014).
Il progetto OPLON (“OPportunities for active and healthy LONgevity”, Smart Cities and Communities – DD 391/RIC) si pone l’obiettivo di sviluppare strumenti di diagnosi precoce della fragilità finalizzati alla prevenzione del declino e alla promozione della salute dei soggetti anziani. Entro tale linea generale di azione si propone, in particolare, di elaborare tecniche semplici e facilmente somministrabili di raccolta e analisi di campioni di linguaggio spontaneo per lo screening sistematico della popolazione potenzialmente a rischio, grazie all’integrazione delle competenze di neurologi, psicologi, linguisti ed esperti informatici.
A medio termine, questo studio si propone di dimostrarne la fattibilità in ambiente controllato, visto che in letteratura non risultano al momento studi simili sulla lingua italiana.
Tipologia CRIS:
1.1 Articolo in rivista
Keywords:
Cognitive decline; Cognitive frailty; Older adults; Personalized diagnosis; Screening; Spontaneous speech analysis; Obstetrics and Gynecology; Biochemistry; Genetics and Molecular Biology (all)
Elenco autori:
Beltrami, Daniela; Calza', Laura; Gagliardi, Gloria; Ghidoni, E.; Marcello, N.; Rossini Favretti, R.; Tamburini, Fabio
Link alla scheda completa:
https://unora.unior.it/handle/11574/189448
Pubblicato in:
NEA SCIENCE
Journal
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