Publication Date:
2019
abstract:
Attingendo alle riflessioni critiche innestatesi sulle teorie psicoa-nalitiche del filosofo francese Jacques Lacan, il saggio propone un’analisi di A Midsummer Night’s Dream al fine di mettere in evidenza la stretta re-lazione esistente tra la funzione costitutiva dello sguardo e la dimensione affettiva del luogo rappresentato sul palcoscenico. L’attraversamento dei confini spaziali nella commedia produce delle variazioni affettive che alte-rano il modo in cui i personaggi guardano gli altri e nell’altrui sguardo si riconoscono. Le fluttuazioni della dimensione erotica che ne conseguono si riflettono nel linguaggio impiegato dai quattro giovani protagonisti del dramma e sono da questo a loro volta influenzate. Si tratta di una relazione di reciprocità magistralmente impiegata da Shakespeare in riconfigurazioni visive dello sguardo all’origine dei mancati riconoscimenti e degli errori di valutazione attraverso cui vengono ricreate le condizioni pseudo-oniriche del dramma. Queste ultime sono necessarie affinché i personaggi possano condurre le esplorazioni di versioni ‘altre’ del sé che rappresentano uno dei principali, e più efficaci, strumenti drammaturgici nella costruzione dell’im-palcatura comica a sostegno della commedia. Nella divertita rimappatura affettiva dei luoghi e degli oggetti del desiderio, A Midsummer Night’s Dream sembra così produrre una visione anamorfica in grado di trasportare gli spettatori, prima ancora che i suoi personaggi, nel flusso intimamente ‘nomade’ dell’eros e del desiderio.
Iris type:
2.1 Contributo in volume (Capitolo o Saggio)
Keywords:
eros, sguardo, luogo, affetto, corporeità, identità, anamorfismo
List of contributors:
DE RISO, Giuseppe
Book title:
William Shakespeare e il senso del comico