Pointless monsters, metafore postmoderne. Lingua e stile in Beowulf e nel Grendel di J. Gardner
Chapter
Publication Date:
2016
abstract:
Uno dei tentativi più interessanti di ricreare la tradizione epica anglosassone è Grendel di John Gardner, riscrittura della storia di Beowulf con una serie di differenze importanti, tra cui il cambiamento del punto di vista della narrazione, da esterno, neutrale, a punto di vista interno. L’uso della prima persona ‘io’ da parte di Grendel nel romanzo di Gardner segnala anche l’inversione dei ruoli dei due principali protagonisti, Beowulf e il mostro Grendel. L’opera di John Gardner è stata oggetto di numerosissimi studi, tra cui emergono in particolare quelli dedicati alle differenze tra i due mostri. Se questi a prima vista appaiono completamente diversi tra loro, in realtà è possibile individuare alcune somiglianze nelle modalità con cui i due autori ― l’anonimo poeta che creò il Grendel anglosassone e il moderno Gardner che gli ha più recentemente ridato nuova vita letteraria ― ritraggono i propri personaggi, sia da un punto di vista descrittivo-narrativo, sia da un punto di vista linguistico e soprattutto lessicale. In questo contributo mi soffermo in particolare sull’uso che Gardner fa dell’allitterazione, della terminologia e della costruzione della frase, causando un inedito duplice effetto di ‘risonanza’ mediante il tentativo di replicare l’espressione poetica anglosassone, e contemporaneamente di ‘straniamento’, attraverso lo stravolgimento del punto di vista e del lessico.
Iris type:
2.1 Contributo in volume (Capitolo o Saggio)
Keywords:
Grendel, John Gardner, Beowulf, Old English Literature, Rewriting
List of contributors:
Micillo, Valeria
Book title:
Risonanze. La memoria dei testi dal Medioevo a oggi