Publication Date:
2017
abstract:
La lingua della politica non è neutra, ma non è neutra neanche la politica della lingua. Così, parallelamente all’emergere del volgare come lingua «scientifica» e comunque atta a veicolare argomenti non solo letterari, il latino perde quella straordinaria libertà che lo aveva caratterizzato nel Quattrocento, quella duttilità che, nutrendolo di svariate tradizioni di pensiero, gli aveva permesso di essere il linguaggio della nuova politica, per irrigidirsi ora nel corsetto «ciceroniano», nell’angustia normativa o nella settorialità specialistica. In tal modo, perdendo quella sua flessibilità, perde anche, almeno a livello politico, una parte della sua auctoritas a vantaggio del volgare. La verifica di quest'ipotesi è affidata all'esame della variazione nell'uso e il significato del termine fides/fede.
Iris type:
2.1 Contributo in volume (Capitolo o Saggio)
List of contributors:
Cappelli, Guido Maria
Book title:
Problematizing Il principe