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Dopo il “Decameron”. L’oralità nelle opere latine di Boccaccio, nel vol. miscellaneo "700 anos de Giovanni Boccaccio: entre latim e vernáculo"

Academic Article
Publication Date:
2013
abstract:
La tradizione orale occupa largo spazio nel Decameron di Boccaccio e continua ad essere presente nelle opere della maturità. In questo contributo si studia in che modo l’uso delle fonti storiche e mitologiche orali obbedisca al progetto umanistico dello Scrittore di recuperare e trasmettere tessere vive di cultura, di storia e di cronaca, che sarebbero cadute inevitabilmente nell’oblio. Si individua la presenza delle esperienze napoletane e fiorentine dell’Autore nel De casibus; la presenza della storia e della cronaca coeva nel De mulieribus claris; la presenza di alcuni «testimoni» contemporanei nelle Genealogie deorum illustrium. Boccaccio mitografo inserisce, all’interno del corpus mitologico della tradizione, frammenti delle lezioni inedite di Andalò del Negro e di Paolo da Perugia, che aveva ascoltato a Napoli, e frammenti delle lezioni di Leonzio Pilato che gli aveva letto e tradotto Omero.
Iris type:
1.1 Articolo in rivista
Keywords:
Boccaccio, Scrittura, Oralità, Storia, Mitologia
List of contributors:
Cerbo, Anna
Handle:
https://unora.unior.it/handle/11574/160936
Published in:
MORUS
Journal
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