Data di Pubblicazione:
2024
Abstract:
Soffermandosi nei "Saggi critici" su Giovanni Prati, in particolare su "Satana e le Grazie" e
l’"Armando", Francesco De Sanctis aveva osservato che il poeta («il primo poeta di second’ordine»),
i cui versi erano strutturati secondo un impianto astratto e artificioso, aveva mascherato una
certa aridità del sentire e un’intuizione parziale del mondo e delle cose. Nella sperimentazione
ambiziosa, nella ridondanza quasi manieristica, il critico individuava il limite invalicabile di Prati,
limite che lo spinse a non inserirlo nella "Storia della letteratura italiana", così innescando il processo
della sua esclusione dalla definizione del canone letterario dell’Ottocento, che perdurò anche nel
secolo successivo.
l’"Armando", Francesco De Sanctis aveva osservato che il poeta («il primo poeta di second’ordine»),
i cui versi erano strutturati secondo un impianto astratto e artificioso, aveva mascherato una
certa aridità del sentire e un’intuizione parziale del mondo e delle cose. Nella sperimentazione
ambiziosa, nella ridondanza quasi manieristica, il critico individuava il limite invalicabile di Prati,
limite che lo spinse a non inserirlo nella "Storia della letteratura italiana", così innescando il processo
della sua esclusione dalla definizione del canone letterario dell’Ottocento, che perdurò anche nel
secolo successivo.
Tipologia CRIS:
1.1 Articolo in rivista
Keywords:
Francesco De Sanctis, "Satana e le Grazie", "Armando", Giovanni Prati, poesia romantica, canone poetico, "Storia della letteratura italiana", Risorgimento
Elenco autori:
Striano, Apollonia
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