Data di Pubblicazione:
2007
Abstract:
La svolta per Apel – come per Cassirer – non è la ‘svolta kantiana’, ma la ‘svolta della svolta kantiana’ – così potremmo definire la trasformazione. La trasformazione, come il linguistic turn, è istitutiva, cioè istituisce una nuova filosofia, ma la nuova filosofia per essere tale ha bisogno di ridimensionare o di trasformare la svolta kantiana: in breve la sintesi a priori ha un destino novecentesco, non un ritorno a Kant, ma, al contrario, si potrebbe dire: un dipartirsi da Kant, una ‘dipartenza’, secondo un’espressione dell’ultimo Heidegger. Proprio in Heidegger, nel Kantbuch (1929), troviamo una trasformazione del kantismo ante litteram: la sintesi a priori si trasforma in sintesi ontologica. Per Apel la sintesi a priori si trasforma in sintesi linguistica. Come si produce questa trasformazione? Non per monogenesi, ma per plurigenesi e cioè per più ceppi che troveranno appunto una coordinazione strutturale a posteriori nella topografia trasformazionale di Apel. I ceppi principali sono:
- l’abduzione di Peirce
- la proposizione di Wittgenstein
- la forma simbolica di Cassirer
- gli esistenziali di Heidegger.
Il compito della filosofia della trasformazione della filosofia o della trasformazione semiotica del kantismo è la coordinazione strutturale di questi principi in direzione postfilosofica.
Tipologia CRIS:
1.1 Articolo in rivista
Elenco autori:
Raio, Giulio
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