Publication Date:
2005
abstract:
L’io, il tu e l’Es sono i fenomeni originari o fenomeni di base, termine-chiave della “metafisica delle forme simboliche” e dell’opera postuma di Cassirer. La fonte diretta dell’espressione “fenomeno di base” è la nozione fisicalistica di base, formulata da Carnap. La fonte diretta dell’espressione “fenomeno originario” è l’Urphaenomen di Goethe: una fonte fisicalistica e una fonte mitologica. I fenomeni di base o fenomeni originari sono tre:
- il fenomeno dell’io (Ich-Phaenomen)
- il fenomeno del’agire (Wirken-Phaenomen)
- il fenomeno dell’opera (Werk-Phaenomen).
In una terminologia fenomenologica:
- il fenomeno del Sé
- il fenomeno dell’Altro (dello “psichico dell’estarneo”)
- il fenomeno del Mondo.
I fenomeni di base sono, come in Carnap la percezione, la via d’accesso alla realtà, la base della deduzione della realtà: non siamo noi che deduciamo la realtà nella cogitatio, piuttosto sono i fenomeni di base che dischiudono la realtà. I fenomeni di base sono in quanto tali irriducibili, non sono enti, ma modalità, “modi della mediazione”, come le fonti, i ceppi della conoscenza di Kant, come le intenzioni offerenti di Husserl. Con una metafora preliminare alla stessa metafora della luce e della rifrazione, vicina al mitologema teogonico delle divinità momentanee, i fenomeni di base sono l’”occhio”, l’”apertura d’occhi” – in termini heideggeriani: la precomprensione.
- il fenomeno dell’io (Ich-Phaenomen)
- il fenomeno del’agire (Wirken-Phaenomen)
- il fenomeno dell’opera (Werk-Phaenomen).
In una terminologia fenomenologica:
- il fenomeno del Sé
- il fenomeno dell’Altro (dello “psichico dell’estarneo”)
- il fenomeno del Mondo.
I fenomeni di base sono, come in Carnap la percezione, la via d’accesso alla realtà, la base della deduzione della realtà: non siamo noi che deduciamo la realtà nella cogitatio, piuttosto sono i fenomeni di base che dischiudono la realtà. I fenomeni di base sono in quanto tali irriducibili, non sono enti, ma modalità, “modi della mediazione”, come le fonti, i ceppi della conoscenza di Kant, come le intenzioni offerenti di Husserl. Con una metafora preliminare alla stessa metafora della luce e della rifrazione, vicina al mitologema teogonico delle divinità momentanee, i fenomeni di base sono l’”occhio”, l’”apertura d’occhi” – in termini heideggeriani: la precomprensione.
Iris type:
3.1 Monografia o trattato scientifico
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