Data di Pubblicazione:
2011
Abstract:
Irena Novak
Popov dell’Università di Lubiana ha aperto i lavori con il suo contributo
in lingua slovena, da noi pubblicato in italiano, parlando del
primo genere letterario sloveno colto, la poesia. Sergio Bonazza
dell’Università di Verona, invece, ha esposto la sua teoria sulla
Grande Moravia, riconfermata dalle ultime ricerche. La fonetica sperimentale
ha posto a confronto l’italiano e lo sloveno nell’articolo di
Antonella Giannini e Massimo Pettorino. Ivana Živančević Sekeruš
dell’Università di Novi Sad ha affrontato i temi riguardanti il rapporto sloveno con gli altri popoli, presentando l’aspetto sloveno secondo
la trattazione dello slavista serbo mentre Jolanta Żurawska si è
cimentata con le traduzioni di Dante. La studiosa polacca Teresa
Wilkoń si è interessata all’immagine slovena odierna osservata prevalentemente
in Polonia mentre Valeria Rodriguez ha concluso la
giornata con un intervento sulla cinematigrafia slovena. Il secondo
giorno, ricco di ospiti internazionali, si è aperto di nuovo in lingua
slovena, con Mihael Glavan della Biblioteca nazionale universitaria
di Lubiana e i suoi manoscritti medievali i cui originali sono stati
esposti per la prima volta nella capitale slovena dal 17/05 al
20/06/2004. Radica Nikodinovska, oggi dell’Università di Skopje, ha
presentato le ricerche linguistiche mentre l’italianista Caterina de
Caprio si è soffermata sulle immagini della traduzione slovena
dell’opera di Italo Calvino. Aleksander Wiloń è il primo fra i partecipanti
a toccare il grande poeta sloveno France Prešeren. Egli continua
la tradizione dei primi slavisti italiani e il loro rapporto con la
piccola cultura slava, analizzando il percorso di Prešeren e paragonando
a tre grandi poeti romantici slavi. Fedora Ferluga Petronio
dell’Università di Udine ripercorre gli aspetti metafisici del poeta
sloveno e lo paragona al poeta croato Petar Preradović mentre
l’italianista Anna Cerbo ritorna alla questione del modello italiano di
Prešeren Francesco Petrarca. Suzana Glavaš, allora anche l’Università
di Zagabria, da studiosa ebraica, analizza i suoi motivi ebraici.
Amedeo di Francesco parla invece della cultura slovena, interpretata
dal punto di vista degli ungheresi, mentre Pirjo Nummenaho,
esperta di lingua finlandese, ne esamina le tradizioni natalizie. La
professoressa slovacca Marta Kerul’ova, oggi all’Università di Nitra,
racconta le peculiarità slovacche, riferendosi alla situazione slovena
pensando allo stato di una simile cultura slava. Conclude i lavori ripercorrendo
la situazione culturale slovena Aleksandra Žabjek.
Popov dell’Università di Lubiana ha aperto i lavori con il suo contributo
in lingua slovena, da noi pubblicato in italiano, parlando del
primo genere letterario sloveno colto, la poesia. Sergio Bonazza
dell’Università di Verona, invece, ha esposto la sua teoria sulla
Grande Moravia, riconfermata dalle ultime ricerche. La fonetica sperimentale
ha posto a confronto l’italiano e lo sloveno nell’articolo di
Antonella Giannini e Massimo Pettorino. Ivana Živančević Sekeruš
dell’Università di Novi Sad ha affrontato i temi riguardanti il rapporto sloveno con gli altri popoli, presentando l’aspetto sloveno secondo
la trattazione dello slavista serbo mentre Jolanta Żurawska si è
cimentata con le traduzioni di Dante. La studiosa polacca Teresa
Wilkoń si è interessata all’immagine slovena odierna osservata prevalentemente
in Polonia mentre Valeria Rodriguez ha concluso la
giornata con un intervento sulla cinematigrafia slovena. Il secondo
giorno, ricco di ospiti internazionali, si è aperto di nuovo in lingua
slovena, con Mihael Glavan della Biblioteca nazionale universitaria
di Lubiana e i suoi manoscritti medievali i cui originali sono stati
esposti per la prima volta nella capitale slovena dal 17/05 al
20/06/2004. Radica Nikodinovska, oggi dell’Università di Skopje, ha
presentato le ricerche linguistiche mentre l’italianista Caterina de
Caprio si è soffermata sulle immagini della traduzione slovena
dell’opera di Italo Calvino. Aleksander Wiloń è il primo fra i partecipanti
a toccare il grande poeta sloveno France Prešeren. Egli continua
la tradizione dei primi slavisti italiani e il loro rapporto con la
piccola cultura slava, analizzando il percorso di Prešeren e paragonando
a tre grandi poeti romantici slavi. Fedora Ferluga Petronio
dell’Università di Udine ripercorre gli aspetti metafisici del poeta
sloveno e lo paragona al poeta croato Petar Preradović mentre
l’italianista Anna Cerbo ritorna alla questione del modello italiano di
Prešeren Francesco Petrarca. Suzana Glavaš, allora anche l’Università
di Zagabria, da studiosa ebraica, analizza i suoi motivi ebraici.
Amedeo di Francesco parla invece della cultura slovena, interpretata
dal punto di vista degli ungheresi, mentre Pirjo Nummenaho,
esperta di lingua finlandese, ne esamina le tradizioni natalizie. La
professoressa slovacca Marta Kerul’ova, oggi all’Università di Nitra,
racconta le peculiarità slovacche, riferendosi alla situazione slovena
pensando allo stato di una simile cultura slava. Conclude i lavori ripercorrendo
la situazione culturale slovena Aleksandra Žabjek.
Tipologia CRIS:
7.1 Curatela
Elenco autori:
Zabjek, Aleksandra
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