Data di Pubblicazione:
2008
Abstract:
Il saggio ripercorre e studia l'utilizzo dei miti nella letteratura italiana del Trecento.
Si sofferma innanzitutto su Dante che, nella "Comedìa", sceglie quei miti che gli consentono di far luce sulla sua autobiografia intellettuale e sull'esperienza ineffabile del "trasumanar", cioè del "superare i limiti dell'umano" (i miti di Glauco, Marsia...), oppure di contrapporre la propria vicenda (nuovo exemplum) a quella di molti personaggi pagani quali Fetonte, Icaro, Ulisse, il cui "volo-viaggio" è simbolo di hybris, non di virtù e di obbedienza al volere divino.
Successivamente il saggio prende in esame l'ambiguità dei simboli nei "Rerum vulgarium fragmenta" di Petrarca e riflette su Boccaccio poeta ed esegeta delle favole antiche.
Un ultimo spazio è dedicato al mito di Ercole: da Boccaccio a Salutati.
Si sofferma innanzitutto su Dante che, nella "Comedìa", sceglie quei miti che gli consentono di far luce sulla sua autobiografia intellettuale e sull'esperienza ineffabile del "trasumanar", cioè del "superare i limiti dell'umano" (i miti di Glauco, Marsia...), oppure di contrapporre la propria vicenda (nuovo exemplum) a quella di molti personaggi pagani quali Fetonte, Icaro, Ulisse, il cui "volo-viaggio" è simbolo di hybris, non di virtù e di obbedienza al volere divino.
Successivamente il saggio prende in esame l'ambiguità dei simboli nei "Rerum vulgarium fragmenta" di Petrarca e riflette su Boccaccio poeta ed esegeta delle favole antiche.
Un ultimo spazio è dedicato al mito di Ercole: da Boccaccio a Salutati.
Tipologia CRIS:
2.1 Contributo in volume (Capitolo o Saggio)
Keywords:
Mito; simbolo; Letteratura Italiana del Trecento
Elenco autori:
Cerbo, Anna
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Titolo del libro:
Il simbolo nel mito attraverso gli studi del Novecento