Data di Pubblicazione:
2024
Abstract:
La frontiera che, simbolica e reale al contempo, si colloca tra centralità e marginalità del vivere, in contesti di perifericità esistenziale abitata da devianze e difficoltà, ad un’attenta osservazione storico-letteraria viene attraversata da rappresentazioni e narrazioni che elaborano, a livello pedagogico-esistenziale, una “nuova frontiera” potenzialmente educativa, capace di proiettare nella cultura il suo profilo e la sua possibile sagoma.
Quel confine, a tratti insormontabile, si trasforma in potenziale soglia quando alcuni personaggi, piccoli protagonisti emblematici ed esemplari, scoprono di volta in volta il valore ed il senso della lettura, della scrittura, dell’arte, della virtuosa comunicazione che diviene contaminazione di senso ed argine rispetto a prospettive di smarrimento, degrado e perdizione. Ad una letteratura che agli inizi degli anni Duemila denunciava le tante, troppe infanzie smarrite con testi come Certi bambini di Diego De Silva, risponde pian piano una narrativa che “fa” pedagogia negoziando – senza retorica o inutili buonismi – tra una rappresentazione realistica dei contesti sociali degradati (soprattutto ad un certo Meridione del vivere, altra frontiera di cui farsi pedagogicamente carico) ed una prospettiva salvifica che lascia intravedere, senza eccessi ottimistici, la possibilità di una formazione e di una realizzazione esistenziale quanto meno accettabili. Ecco comparire, allora, libri che declinano nuovi orizzonti e strade alternative, per quanto accidentate e difficili: da Ragazzi di camorra di Pina Varriale a Pusher di Antonio Ferrara; da Non leggerai di Antonella Cilento a Un ribelle a Scampia di Rosa Tiziana Bruno. In tal senso, osservando gli ultimi venti anni, possiamo ricostruire una sorta di storia dell’educazione o, più precisamente, della pedagogia della narrazione, all’interno della quale si può individuare un più ampio concetto di frontiera.
Se da un lato, infatti, è possibile osservare una ricca galleria di “immagini d’infanzia”, tutte ritratte in contesti “di confine” e tutte alle prese con le traversie derivanti da quei contesti, dall’altro assai interessante diviene l’analisi di una rappresentazione letteraria ben precisa: la narrazione del possibile attraversamento di quella stessa frontiera, una volta divenuta soglia in virtù dell’accennato, possibile orizzonte di senso che la cultura può lasciar intravedere nel cammino di bambini e ragazzi privi di orientamento.
Tipologia CRIS:
2.1 Contributo in volume (Capitolo o Saggio)
Keywords:
Frontiera, Pedagogia della Narrazione, Lettura, Scrittura, Meridione
Elenco autori:
Acone, Leonardo
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Titolo del libro:
Passaggi di Frontiera. La Storia dell’Educazione: confini, identità, esplorazioni