Data di Pubblicazione:
2024
Abstract:
Il saggio esplora il ruolo simbolico e pratico dei corsi d’acqua e delle fontane a Bisanzio, evidenziandone il significato nella cultura, nella liturgia e nell’arte dell’impero. Attraverso un’analisi interdisciplinare che combina fonti letterarie, archeologiche e iconografiche, l’autrice esamina come l’acqua, elemento essenziale per la vita e la spiritualità, fosse rappresentata come metafora del Paradiso e del divino. Gli articolati sistemi idrici di Costantinopoli, inclusi acquedotti e cisterne, non solo garantivano l’approvvigionamento urbano, ma riflettevano una percezione sacra, dove l’ingegneria idraulica umana si fondeva con la natura. L’iconografia bizantina delle fontane, spesso legata a immagini della Vergine e di Cristo, rappresentava un mezzo per esprimere la connessione tra acqua e salvezza, enfatizzando il suo valore come simbolo di purificazione e rigenerazione spirituale. Attraverso la comparazione con altre tradizioni, il contributo offre una panoramica approfondita sull’interazione tra funzionalità e simbolismo dell’acqua a Bisanzio, sottolineando la sua centralità nell’immaginario collettivo e nei luoghi sacri.
Tipologia CRIS:
4.1 Contributo in Atti di convegno
Keywords:
Costantinopoli, acquedotti, fontane, simbolismo, paradiso, Vergine Maria, iconografia, liturgia
Elenco autori:
Marchionibus, MARIA ROSARIA
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Titolo del libro:
Tecnologia e simbologia tra tarda antichità e medioevo