Data di Pubblicazione:
2016
Abstract:
Nel suo secondo romanzo Giovanni’s Room (1956), spesso menzionato tra i testi che
ricostruiscono una genealogia queer, lo scrittore afroamericano James Baldwin presenta
gli effetti disastrosi di ciò che Jafari S. Allan ha definito come l’‘eteropatriarcato razzializzato
e classista occidentale’ (Allan 2012).
Sulla base della feconda combinazione di due paradigmi teorici – il concetto di ‘tidalectics’
di Edward Kamau Brathwaite e la produzione teorica intorno alle temporalità
queer (in particolare Halberstan 2005; Muñoz 2009; Freeman 2010) – questo articolo
intende esplorare il modo in cui, attraverso l’utilizzo dell’immaginario acquatico come
solvente di confini e categorie, Baldwin cerca un linguaggio adatto ad esprimere un’alternativa
a questo sistema normativo ed oppressivo. La ‘tidalectics’ (una dialettica delle
maree) di Brathwaite, infatti, nel suo ispirarsi al moto delle maree per esprimere una
temporalità ciclica che resiste qualsiasi chiusura, si pone in parallelo alla resistenza
che le temporalità queer oppongono alla ‘crononormatività’, ossia allo strutturarsi della
vita degli individui secondo i ritmi della nascita, dell’accumulazione di capitale, della
riproduzione e della morte.
Nel romanzo di Baldwin, che si struttura intorno al triangolo amoroso che vede il
protagonista (David) coinvolto in una relazione con la sua fidanzata (Hella) e con l’italiano
Giovanni, è soprattutto la camera che David condivide con Giovanni che finisce
per assumere connotazioni acquatiche. La stanza, dunque, attraverso il paradigma teorico
offerto dalla ‘queer tidalectics’ (dialettica delle maree queer), sarà letta come luogo
di trasformazione continua che permette a Baldwin di trovare una modalità di espressione
e riconoscimento del desiderio queer, scardinando al contempo la linearità della
storiografia occidentale e dell’essenzialismo di genere.
ricostruiscono una genealogia queer, lo scrittore afroamericano James Baldwin presenta
gli effetti disastrosi di ciò che Jafari S. Allan ha definito come l’‘eteropatriarcato razzializzato
e classista occidentale’ (Allan 2012).
Sulla base della feconda combinazione di due paradigmi teorici – il concetto di ‘tidalectics’
di Edward Kamau Brathwaite e la produzione teorica intorno alle temporalità
queer (in particolare Halberstan 2005; Muñoz 2009; Freeman 2010) – questo articolo
intende esplorare il modo in cui, attraverso l’utilizzo dell’immaginario acquatico come
solvente di confini e categorie, Baldwin cerca un linguaggio adatto ad esprimere un’alternativa
a questo sistema normativo ed oppressivo. La ‘tidalectics’ (una dialettica delle
maree) di Brathwaite, infatti, nel suo ispirarsi al moto delle maree per esprimere una
temporalità ciclica che resiste qualsiasi chiusura, si pone in parallelo alla resistenza
che le temporalità queer oppongono alla ‘crononormatività’, ossia allo strutturarsi della
vita degli individui secondo i ritmi della nascita, dell’accumulazione di capitale, della
riproduzione e della morte.
Nel romanzo di Baldwin, che si struttura intorno al triangolo amoroso che vede il
protagonista (David) coinvolto in una relazione con la sua fidanzata (Hella) e con l’italiano
Giovanni, è soprattutto la camera che David condivide con Giovanni che finisce
per assumere connotazioni acquatiche. La stanza, dunque, attraverso il paradigma teorico
offerto dalla ‘queer tidalectics’ (dialettica delle maree queer), sarà letta come luogo
di trasformazione continua che permette a Baldwin di trovare una modalità di espressione
e riconoscimento del desiderio queer, scardinando al contempo la linearità della
storiografia occidentale e dell’essenzialismo di genere.
Tipologia CRIS:
2.1 Contributo in volume (Capitolo o Saggio)
Elenco autori:
Amideo, Emilio
Link alla scheda completa:
Titolo del libro:
L’immagine nel mondo, il mondo nell’immagine: nuove prospettive per un approccio pluridisciplinare alla rappresentazione testuale ed extra-testuale / The Image in the World, The World in the Image: New Perspectives for an Interdisciplinary Approach to Textual and Extra-textual Representation
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