Data di Pubblicazione:
2016
Abstract:
L’articolo analizza la traduzione dell’unica ballata del Decameron
che appare nelle edizioni castigliane a partire dal XV secolo. Considerando la
struttura peculiare della canzonetta di Mico da Siena, il confronto con la
traduzione tenta di interpretare il modus operandi dell’anonimo castigliano. Si
usano la prima edizione rinascimentale de Las cient novelas – che deriva dalla
princeps sivigliana del 1496 – confrontata con la ristampa di Valladolid del
1539. Il testo italiano è quello edito dal Branca (1976). Si esaminano i lessemi
scelti dal traduttore in relazione alla metrica, al lessico stilnovista e alla
tradizione lirica spagnola. Si individuano inoltre dei probabili errori di stampa
e varianti pertinenti nei manoscritti italiani, e si forniscono eventuali soluzioni
traduttive quando i versi si discostano dall’originale.
che appare nelle edizioni castigliane a partire dal XV secolo. Considerando la
struttura peculiare della canzonetta di Mico da Siena, il confronto con la
traduzione tenta di interpretare il modus operandi dell’anonimo castigliano. Si
usano la prima edizione rinascimentale de Las cient novelas – che deriva dalla
princeps sivigliana del 1496 – confrontata con la ristampa di Valladolid del
1539. Il testo italiano è quello edito dal Branca (1976). Si esaminano i lessemi
scelti dal traduttore in relazione alla metrica, al lessico stilnovista e alla
tradizione lirica spagnola. Si individuano inoltre dei probabili errori di stampa
e varianti pertinenti nei manoscritti italiani, e si forniscono eventuali soluzioni
traduttive quando i versi si discostano dall’originale.
Tipologia CRIS:
1.1 Articolo in rivista
Keywords:
Decameron X, 7, traduzione poetica, ballata di Mico da Siena, Boccaccio in Spagna, analisi critica e letteraria.
Elenco autori:
Federici, Marco
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